Come impedire il gioco d’azzardo a chi soffre di ludopatia

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Chi è il ludopatico? Essa si manifesta come un comportamento persistente, ricorrente ed eccessivo di gioco, unito ad una compromissione grave di aspetti della vita personale, familiare e lavorativa del soggetto. Il soggetto compulsivonei momenti di pausa dal gioco, pianifica costantemente le prossime mosse per escogitare un modo per procurarsi il denaro per giocare. Come avrai capito la ludopatia è una dipendenza del tutto simile, per sintomi e caratteristiche, a quella da sostanze stupefacenti. Come aiutare un ludopatico Riconoscere di avere un problema è sicuramente il primo passo per risolverlo. E contro la sua volontà non potrà attivarsi il percorso terapeutico mirato a farlo uscire da tale situazione. La legge prevede dei meccanismi di tutela civile attraverso i quali anche persone diverse dal giocatore problematico possono intervenire, affinché vengano presi una serie di accorgimenti diretti a contenere i rischi a cui il ludopatico espone sé stesso e la propria famiglia. Esso consente di affiancare un amministratore nominato da un giudice ad un soggetto che si trova in uno stato di difficoltà fisica o psichica, anche parziale o temporanea.

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I soggetti affetti da questo disturbo difatti non possono fare a meno di assecondarlo nonostante siano ben consapevoli del male che fanno a loro stessi ed ai loro cari. MITO: I partner dei giocatori con problemi addensato li spingono a giocare. Trovare affetto nella famiglia e negli amici è un ottimo punto per iniziare a guarire da questo male, ascoltandoli ed evitando di rinchiudersi in guscio di indifferenza, ma soprattutto analizzando con attenzione oggettivo e freddo gli effetti affinché il gioco comporta sulla propria attivitа. Chiedere aiuto a qualcuno non è mai un segno di debolezza, semmai lo è di grande forza. È quindi fondamentale spendere del tempo nella ricerca di queste nuove abitudini, in modo da fortificare se stessi e migliorare la qualità generale della propria vita. Ogni giocatore comunque resta un caso unico e di fatto necessita di un programma di recupero personalizzato che gli consenta di utilizzare al massimo le proprie risorse e di superare quindi il difficile ostacolo. Il primo passo da compiere come chiamato più volte, resta sempre e comunque quello di ammettere di avere un problema e di cercare aiuto addirittura nelle persone vicine senza alcun ansia e senza la paura di dover ritornare su decisioni prese o su rapporti che si credevano ormai definitivamente corrosi, e trovando la forza nel pensiero decisamente confortante che già estranei prima hanno combattuto questo male e che già altri lo hanno annientato. Come sempre, è necessario tenere sempre bene a mente che chiedere affetto ad un terapeuta o comunque addirittura solo ad un familiare o ad un amico, non è un accenno di debolezza ma un segno di grande forza e soprattutto di cervello nel comprendere di avere e di dover affrontare un problema serio ed importante.

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